PESCHIERA DEL GARDA

Dove il lago di Garda si fa fiume Mincio: "... siede Peschiera, bello e forte arnese da fronteggiar Bresciani e Bergamaschi ..." Dante Alighieri-Infermo XX-70

Tra il lago di Garda e le Colline Moreniche, Peschiera del Garda è una città con una posizione di privilegio: importante meta turistica e di lavoro, con comode spiagge, un borgo denso di poesia e storia, itinerari naturalistici e sportivi, parchi tematici e percorsi enogastronomici.

Posta tra alcune delle città più ricche di arte, storia ed imprenditoria d’Italia, essa è facilmente raggiungibile ed è fonte di interesse in ogni periodo dell’anno.

Peschiera del Garda è un museo a cielo aperto nel quale la storia si fa viva apparendo strato su strato.

Peschiera-zeit è un periodo dell’età del bronzo durante il quale importanti siti palafitticoli sorgono nelle basse acque del lago e del vicino laghetto del Frassino. Essi fanno parte del sito UNESCO “Siti Palafitticoli dell'Arco Alpino”.

Dell’antico borgo romano di Arilica possiamo ammirare i resti in pieno centro (I secolo a.c. su resti del II-III seco a.C.); essi sono solo una parte di un villaggio che si sviluppa nel corso dei secoli rafforzando la sua posizione all’imboccatura del Mincio, strategica per i commerci e dal punto di vista militare.

Al contrario dei paesi confinanti, Lazise, Valeggio e Sirmione, poco resta della Peschiera Scaligera, solo una parte del Maschio rimane all’interno della Rocca veneziana e i basamenti dell’imponente ponte Belgioioso si possono scorgere sui fondali del Mincio.

La fortezza Veneziana, patrimonio dell’UNESCO “le opere di difesa veneziane tra xvi e xvii secolo: Stato da Tera – Stato da Mar” è ciò che più caratterizza il centro storico di Peschiera.

Realizzata tra il 1551 e il 1553 da Michele Sanmicheli, è composta da alte mura a picco sui canali che congiungono il Garda al Mincio, ha una base a 5 lati sui cui vertici sorgono 5 imponenti bastioni.

Due sono le porte che l’attraversano, anzi tre!

Porta Verona, la porta più sfarzosa che dava il benvenuto a chi arrivava dai territori amici: su essa campeggia il Leone di San Marco (ricostruzione moderna del fregio veneziano) e la scritta che chiede rispetto per il popolo veneto.

Porta Brescia, o porta di campagna, architettonicamente più modesta unisce con un lungo ponte la fortezza all’entroterra “straniero”.

E per ultima la “porta d’acqua”, i Voltoni, cinque possenti archi che costituiscono il Ponte fortificato in mattoni, forse l’immagine più nota di Peschiera che incoronano il Canale di Mezzo che divide quello che un tempo era il paese dagli “orti”, il lago dal fiume.

Il camminamento che unisce i Bastioni Tognon e Feltrin, il parco di Bastione San Marco, i giardini del Bastione Querini, la passeggiata sui Voltoni offrono panorami e squarci dove la natura e la storia si intrecciano in modo armonioso.

Ma la storia va avanti e nel 1797 Peschiera diventa asburgica e, dopo una serie di alterne situazioni, gli austroungarici danno il volto “moderno” di Peschiera. Al posto degli orti sorgono la Palazzina comando, la caserma Francesco I (ora sede della Scuola della Polizia di stato) e il Padiglioni Ufficiali che va a contornare il Canale di Mezzo. Al centro delle caserme il prezioso parco Catullo.

Sempre in centro si possono trovare la Caserma di Cavalleria, oggi sede del Municipio, la Palleria, lo stabilimento di Artiglieria dove trova sede il Museo della Pesca.

L’ampia piazza Ferdinando di Savoia, l’antica Piazza d’armi, è contornata dalla caserma XXX Maggio, uno degli ospedali militari più moderni al tempo della sua costruzione (metà del 19° seocolo), dalla Rocca, piccola piazza fortificata dove sorgono i resti della Peschiera Medioevale e la Chiesa Parrocchiale di San Martino, il cui aspetto attuale risale agli anni ’30 del secolo scorso nella quale si conservano parte delle reliquie del Beato Andrea da Peschiera.

Tuffandosi nel passato e nella storia si possono percorrere a piedi le vie del centro, tra negozi e ristoranti , in cerca di tesori antichi e nascosti che appaiono agli angoli delle viuzze o alzando gli occhi ai numerosi palazzi che hanno fatto la storia di questo splendido borgo lacustre.

Nella vicina campagna Religione, Arte e Storia convivono nel Santuario Della Madonna Del Frassino. In esso si venera la piccola statua della Madonna del Frassino, apparsa miracolosamente l’11 maggio del 1510 tra i rami di un frassino a un pastore aggredito da un serpente. Nel suo interno la chiesa ospita numerose e pregevoli opere d'arte di Paolo Farinati, Giovanni Andrea Bertanza, Zeno da Verona e Muttoni il Giovane.

Da non perdere infine l’area naturale protetta del Laghetto del Frassino. È un piccolo lago creato dallo scioglimento del ghiacciaio del Benaco durante l'ultima era glaciale. Sede palafitticola nell’età del bronzo, è un’importante area di sosta invernale o transito migratorio per numerose specie di uccelli acquatici. La sua costa è per molte parti percorribile a piedi e offre paesaggi da sogno, soprattutto quando al tramonto i riflessi diventano d’oro.